The Instant of Change | Un percorso di ricerca sulla materia, dal 2021 al 2026
Fragmenta, sesta edizione, 2026
How do materials taste?, 2024
The Instant of Change: sei edizioni, una ricerca continua sulla materia
Dal 2021, The Instant of Change accompagna il percorso di Mo.1950 come spazio di ricerca dedicato alla trasformazione della materia. Edizione dopo edizione, il progetto ha coinvolto Ceramiche Caesar, QuadroDesign e Rexa in un dialogo continuo tra processo produttivo, percezione e linguaggi espressivi.
Per Rexa, questo percorso ha rappresentato molto più di una presenza all’interno del Fuorisalone. È stato un terreno di confronto in cui il Corian® ha potuto essere letto non solo come materiale tecnico, ma come presenza sensibile, plastica, relazionale e narrativa. In sei anni, la ricerca ha attraversato oggetti, immagini, gusto, suono e frammenti ricomposti, mantenendo costante una domanda di fondo: in quale momento la materia cambia, e come si rende visibile quel passaggio?
Tris, 2023. Quando il design incontra l’arte e la materia diventa relazione
Le basi del percorso
Le prime edizioni, tra il 2021 e il 2022, definiscono il perimetro concettuale di The Instant of Change come ricerca sul mutamento, sul processo e sulla possibilità di raccontare la materia attraverso linguaggi ogni volta diversi. Fin dall’inizio, il progetto si configura come uno spazio aperto di osservazione e interpretazione, destinato a evolversi negli anni successivi.
Questa impostazione è importante anche per Rexa, perché prepara il terreno a una lettura del materiale non soltanto funzionale, ma culturale e sensoriale. La materia non è mai trattata come superficie neutra: è memoria del fare, capacità tecnica, forma in trasformazione.
2023: Tris e la materia come relazione
Con Tris, progettato da Finemateria, The Instant of Change entra in una dimensione pienamente tattile e partecipativa. Tre materiali nobili, Corian® , gres porcellanato e acciaio, si fondono in un oggetto unico, pensato per essere toccato, usato e condiviso.
Per Rexa, il contributo prende forma nel Corian® , lavorato in una presenza morbida, termoformata ed eterea, capace di contrapporsi alla rigidità del gres e di dialogare con la precisione dell’acciaio. È un passaggio importante, perché mostra come la materia possa diventare relazione: non solo forma da osservare, ma esperienza da vivere.
Il Corian® entra nel progetto come materia plastica, tattile e condivisa
2024: il design diventa edibile
Con How do materials taste?, The Instant of Change compie uno spostamento inatteso e porta la materia nel territorio del gusto. Le qualità cromatiche e materiche dei brand coinvolti si fondono in opere edibili di grande scala create da Alessandra Pallotta.
In questa edizione, la trasformazione non viene soltanto osservata, ma attraversa i sensi in modo diretto. La materia si fa forma condivisibile, esperienza multisensoriale, memoria. Anche per Rexa è un capitolo significativo, perché il progetto estende il concetto di materiale oltre la sua presenza fisica e lo porta in una dimensione più evocativa e percettiva.
How do materials taste?, 2024. La materia diventa gusto, forma e condivisione
2025: The Sound of Matter
Nel 2025, la ricerca si apre alla dimensione sonora con The Sound of Matter. Il design incontra la musica in una live experience curata da Luca A. Caizzi, con la selezione musicale di Marta Oliva e l’immaginario visivo di Gabriele Zagaglia.
Gres, Corian® e acciaio vengono interpretati come una sinfonia materica, capace di evocare ritmo, densità, atmosfera e presenza. Per Rexa è un ulteriore passaggio di senso: il materiale non è più soltanto forma o superficie, ma vibrazione, ascolto, risonanza. La materia entra in una lettura immersiva e sensibile, senza perdere la propria concretezza.
The Sound of Matter, 2025. Lo showroom diventa spazio di ascolto e percezione
2026: Fragmenta e la persistenza della materia
Con Fragmenta. The Recomposed Instant, The Instant of Change arriva alla sua sesta edizione e affronta un tema particolarmente significativo: cosa resta della materia quando il processo produttivo giunge al termine.
In questo capitolo, i frammenti di Corian® di Rexa, i residui di acciaio inox di QuadroDesign e le polveri ceramiche di Caesar abbandonano il ruolo di avanzo per diventare protagonisti di nuove composizioni. Attraverso cura, ridisposizione e stampa fotografica, il residuo viene sospeso e ricomposto in forme bidimensionali che non nascondono il proprio passato, ma lo celebrano.
Per Rexa, Fragmenta afferma con chiarezza un principio centrale: anche ciò che resta conserva memoria, valore e possibilità formale. La fine di un ciclo industriale diventa così l’inizio di una nuova presenza estetica.
Fragmenta: il frammento come nuova composizione. Le stampe fotografiche trasformano il residuo in immagine.
Un percorso coerente con la visione di Rexa
Guardato nel suo insieme, The Instant of Change racconta un’evoluzione coerente. In sei anni, il progetto ha cambiato linguaggi e forme, ma ha mantenuto costante il proprio centro: indagare la materia come realtà viva, capace di mutare e di generare nuove relazioni.
Per Rexa, questo percorso conferma una cultura del progetto in cui tecnica, sensibilità e saper fare procedono insieme. Il materiale non è mai solo soluzione costruttiva, ma occasione di ricerca, interpretazione e forma. È qui che il progetto incontra davvero il saper fare: nella capacità di accompagnare ogni trasformazione senza impoverirla, riconoscendo in ogni passaggio una possibilità nuova.
Il progetto come esperienza sensoriale
Il progetto come ricomposizione della materia
Dal 2021 al 2026
Oggetti, immagini, gusto, suono, frammenti. The Instant of Change ha costruito negli anni un racconto condiviso in cui la materia non coincide mai con uno stato definitivo, ma resta sempre aperta alla trasformazione.
Per Rexa, partecipare a questo percorso ha significato ribadire una visione precisa: progettare vuol dire anche interrogare la materia, ascoltarne le possibilità, darle nuove forme senza perdere il legame con il fare.
Il progetto come ricomposizione della materia
2025: la materia come suono