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Eleganza, minimalismo e purezza: intervista a Paolo e Anna di Bartoli Design

La passione per il design si riflette in ogni creazione: Paolo e Anna Bartoli raccontano come le loro idee spaziano dalle pure architetture, alle forme scultoree di un lavabo a terra, agli accessori di design, fino a soluzioni tecniche innovative per la divisione degli spazi.

Da dove nasce la vostra ispirazione?

L’ispirazione per un nuovo prodotto può nascere da molteplici spunti. Spesso, essendo sia architetti che designer, ci rendiamo conto, mentre sviluppiamo un progetto di interior design, che manca il “prodotto giusto” per completare un ambiente architettonico: è in queste situazioni che nasce l’idea per un nuovo prodotto.
Siamo sempre molto attenti ad osservare come evolve la società che ci circonda. Pertanto, gli stimoli possono provenire anche dall’arte, dall’architettura, dai nuovi materiali, dall’attenzione alla sostenibilità e dal trasferimento tecnologico da altri settori.

 

Come si compone il vostro processo creativo?

È fondamentale, prima di avviare il processo creativo, esaminare attentamente il brief di design, approfondendo gli aspetti critici e chiarendo con il cliente l’obiettivo finale da raggiungere. In questa fase preliminare, il benchmarking con prodotti concorrenti ci consente di valutare le potenzialità di innovazione del prodotto da sviluppare.
Sebbene possa sembrare banale, iniziamo il percorso creativo annotando alcune idee su carta tramite schizzi: carta e matita rimangono strumenti essenziali, anche se stiamo adottando sempre più spesso l’equivalente digitale su iPad. Nei primi schizzi possiamo già identificare tecnologie produttive e materiali che diventeranno elementi distintivi del progetto.
Una raccolta di riferimenti iconografici è utile per contestualizzare il progetto e conferirgli maggiore significato. In un mercato così affollato di nuovi prodotti, è importante chiarire al potenziale acquirente il senso del prodotto.
Da qui, iniziamo a elaborare il progetto attraverso modelli tridimensionali, sia fisici che virtuali. Per noi, il modello è principalmente uno strumento di progettazione: rappresenta una sorta di “schizzo tridimensionale” fondamentale per lo sviluppo dei progetti. Il processo evolutivo, che avviene bidimensionalmente attraverso schizzi successivi che approfondiscono i concetti, avviene in maggior dettaglio anche tridimensionalmente nel modello, tramite fasi sempre più definite.
Alla fine, il modello si trasforma in uno strumento di presentazione per comunicare al cliente il progetto: è molto più efficace di un semplice rendering bidimensionale. Tuttavia, è importante notare che il processo creativo non è quasi mai semplice e lineare; si tratta piuttosto di un processo iterativo, in cui il modello rappresenta solo la prima verifica di un’ipotesi progettuale che, grazie al confronto con il cliente, porta a nuovi sviluppi.

"Siamo sempre molto attenti ad osservare come evolve la società che ci circonda. Pertanto, gli stimoli possono provenire anche dall’arte, dall’architettura, dai nuovi materiali, dall’attenzione alla sostenibilità e dal trasferimento tecnologico da altri settori."

 

Anna e Paolo Bartoli, designer

Il vostro approccio alla progettazione ed alla scelta dei materiali ha avuto un impatto sui vostri successi, come il Compasso d’Oro?

l nostro approccio al design si distingue per un linguaggio semplice, ma al contempo raffinato ed elegante. Sviluppare un prodotto che sembri semplice è un compito molto complesso, sia dal punto di vista tecnico che linguistico. È fondamentale saper identificare gli elementi essenziali che definiscono l’oggetto.
Progettiamo i nostri prodotti attraverso un processo evolutivo di sottrazione, puntando a eliminare il superfluo e mantenendo solo gli elementi essenziali. Questo ci consente di creare un linguaggio riconoscibile, unico, semplice, ma allo stesso tempo non banale.
Crediamo che questo nostro approccio che punta alla sostanza del prodotto, sia ciò che ci viene riconosciuto, anche attraverso i premi di design.

O_O, lavabo a terra, ha ottenuto numerosi premi internazionali. Come siete riusciti a combinare creatività, tecnologie industriali e tecniche artigianali?

L’esperienza accumulata nel corso degli anni, unita alla conoscenza approfondita di materiali e tecnologie, rappresenta una delle chiavi di questo processo.
Gli artigiani che collaborano con l’azienda costituiscono una risorsa fondamentale, poiché portano un know-how significativo e un contributo spesso decisivo. Sottolineiamo frequentemente che il successo di un progetto deriva dalla sinergia tra il designer, l’azienda e i suoi fornitori; proprio come in un matrimonio, ogni prodotto ha un “papà” e una “mamma”. È quindi essenziale essere aperti ad ascoltare e confrontarci con clienti e fornitori, che ci offrono soluzioni preziose. Allo stesso tempo, ci impegniamo a sfruttare al massimo le tecnologie e i materiali, sperimentando soluzioni che inizialmente possono apparire “impossibili”.
Infine, la nostra capacità di affrontare ogni nuovo progetto con uno sguardo fresco e un po’ fuori dagli schemi ci consente di mantenere vivo e stimolante il nostro contributo creativo.

 

Scopri O_O

Il sistema magnetico di Ply è un'idea interessante e innovativa. Come è nata questa sfida?
Ply è nato come un progetto “grafico”, quasi bidimensionale. L’idea iniziale consisteva nel sovrapporre diversi livelli, stratificare e giocare con forme geometriche primordiali. Combinando queste forme con materiali particolari come marmo, Corian, legno e laccature, abbiamo creato contrasti interessanti che arricchiscono il gioco “grafico” dei vari livelli. Infine, l’idea di adottare dei magneti per combinare i diversi elementi tra di loro, è stata la scelta che ci ha permesso di mantenere una semplicità nell’uso e nella manutenzione del prodotto.

 

Scopri Ply

Come si articola il processo creativo all’interno del team e come vi siete avvicinati alla progettazione di soluzioni come ODA, che separa funzionalmente la zona dei servizi dal lavabo?

Il progetto ODA è nato da un’esperienza diretta nella progettazione di un bagno privato, dove si avvertiva la necessità di definire architettonicamente lo spazio, separando fisicamente il lavabo dal WC. Da questa esigenza, l’idea si è evoluta in un approccio sistemico, rendendola applicabile a molte altre configurazioni per ottimizzare la definizione degli spazi architettonici, in particolare in contesti ristretti.

 

Scopri Oda

La vostra collaborazione con Rexa è ormai consolidata. Come è nata e come si è evoluta nel tempo?

Ci siamo avvicinati a Rexa perché abbiamo riconosciuto nell’azienda un approccio progettuale chiaro, mirato a soddisfare le diverse esigenze degli architetti. Rexa offre una sorta di abaco di prodotti altamente personalizzabili, una caratteristica particolarmente interessante nel settore contract. Questo approccio ci ha stimolato, forse anche grazie al nostro background di architetti, permettendoci di sviluppare prodotti come ad esempio ODA.

 

Guardando al futuro, come vedete l’evoluzione del design per il bagno? Quali direzioni prenderanno le prossime innovazioni?

Riteniamo che temi trasversali come la sostenibilità acquisiranno un’importanza sempre maggiore, richiedendo un’attenzione particolare all’uso consapevole dei materiali e delle tecnologie produttive. Negli ultimi anni, il bagno ha vissuto un’evoluzione affascinante: da semplice spazio di servizio, si sta trasformando in un luogo dedicato al relax ed al benessere. Questa metamorfosi è destinata a proseguire; se inizialmente si è focalizzata principalmente sugli aspetti tecnico-formali, in futuro si orienterà sempre di più verso dimensioni sensoriali e intangibili. Quindi non crediamo molto nell’integrazione di domotica e smart design nell’ambiente bagno. Questo spazio, forse anche per la sua connessione con la dimensione più intima della persona, ci appare come “l’ultimo rifugio”, insieme alla camera da letto, dove la privacy e il relax devono essere preservati.

 

Oltre alla progettazione di oggetti e arredi, il vostro studio si occupa anche di architettura e interior design. Qual è la stanza che preferite arredare?

Lo spazio architettonico che ci sembra più interessante è senza dubbio il soggiorno, concepito come luogo di socialità e convivenza familiare.
Le nostre abitazioni tendono a essere più piccole e caratterizzate da nuclei familiari ridotti e multipolari. Questa diminuzione di superficie porta a una progressiva de-funzionalizzazione degli ambienti, creando opportunità per nuove e interessanti relazioni: nascono quindi spazi multifunzionali che rispondono alle esigenze contemporanee, promuovendo interazioni più dinamiche e versatili.

 

L’intervista conferma il valore che Paolo e Anna Bartoli attribuiscono a un design che, attraverso la ricerca, l'innovazione e l'attenzione ai dettagli, riesce a rimanere sempre attuale ma senza tempo.

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